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Le cose umane bisogna capirle per amarle; le cose divine bisogna amarle per capirle!...la ricchezza più grande che c'è è VIVERE! (in piedi, Nomadi) |
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June 21 14-20 giugno a LigonchioVolare si può! (camposcuola elem 2009 su Peter Pan) Che strano guidare il primo camposcuola elementari da prete e non più da semplice animatore come in tutti questi anni ho fatto! Che strano farlo poi in una parrocchia diversa dalla mia di origine, ma ora questa è la mia nuova casa, la mia nuova parrocchia! Abbiamo trascorso una settimana splendida, certo con degli alti e dei bassi, ma è stata una bella esperienza! Un grazie speciale ai bambini e alle loro famiglie; alle cuoche e al cuoco… super; alle animatrici e animatori, preziose gemme da custodire gelosamente! Spero davvero che quest’esperienza porti dei buoni frutti, io ce la metto tutta! Beh… per gli animatori avrei qualcosa da dire ;-)) visto che per una settimana mi han preso in giro per il mio dialetto veronese… quello con la “S”! Ma li ringrazio per i cartelloni che mi han fatto con tante parole dialettali nogaresi… tutte con la “Z”… anche se lo sanno benissimo che non le pronuncerò mai!!! W la “SSSSS” ;-)))! feste...Ora inizia il bello!!! Le feste son finite, ma non finirò mai di ringraziare chi in qualsiasi modo mi ha dimostrato il suo affetto e vicinanza in questo importante momento della mia vita! Certo, prima di tutto a Dio, alla mia famiglia, parenti… ma vuole essere un grazie immenso per il mio paese natale: Cadidavid! Grazie per la splendida giornata passata insieme, per la mia prima S. Messa, per il pranzo e poi la festa serale! Grazie di cuore alle famiglie, agli adolescenti e giovani che porto nel cuore! Un grazie grande va anche a Nogara, all’accoglienza che mi ha riserbato e all’inaspettata ma commovente e graditissima festa organizzata! I miei sentimenti non sono di circostanza, ma davvero nascono dal cuore, consapevole di non meritare tutto questo! Grazie Cadidavid… Grazie Nogara! Ora però inizia il bello e con gioia e trepidazione mi affido al Signore perché io possa essere strumento nelle sue mani e sacerdote secondo il cuore di Dio! 31 maggio 2009, Nogara...scendo da quel monte per tornare alla pianura della bassa veronese...
Omelia nella prima Messa da prete a Nogara Questa volta ci vado anch’io! Non voglio perdere un’altra occasione, così attendo che i soliti 11 passino a prendermi per trascorrere un pomeriggio insieme. Il solito gruppo di amici: c’è Tommaso, il solito ficcanaso; Pietro, il più anziano, il quale ha promesso molte volte di donare la vita per noi e poi… beh, sì sa, le promesse oggi non contano più; c’è Matteo, il mio omonimo: faceva il banchiere, ma poi per paura di essere beccato con le mani nel sacco ha deciso di seguire il primo che passava il quale gli ha fatto una strana proposta: “Vieni e seguimi!”. C’è Giacomo e Giovanni, due fratelli che puntano alla carriera, puntano in alto. Ci sarebbe stato anche Giuda, ma lui qualche mese fa ha deciso di tirarsi fuori dal gruppo tradendo la nostra amicizia. Infondo non siamo dei stinchi di santo: se guardiamo alla nostra storia, alla nostra vita ci accorgiamo di fare i conti più sulle nostre fragilità, debolezze… insomma, mi ci trovo bene anch’io in questo gruppo perché nonostante tutto ci sentiamo amati, desiderati dal nostro capo: un tale dal nome Gesù! Lui è strano, un po’ folle a scegliere e volere ognuno di noi. Ci ha scelti non perché siamo i migliori, ma perché siamo bisognosi del suo amore e vuole scommettere la sua vita su di noi. Strano: se badasse alla moda dei giorni d’oggi non andrebbe da nessuna parte. Oggi va il bello, il perfetto, l’uomo o la donna pluri-laureati… lui non guarda tutto questo: lui guarda al cuore! Il suo sguardo non è umano, il suo sguardo è divino. Eccoli che arrivano e senza perder tempo ci incamminiamo verso il luogo che Gesù stesso ci ha indicato: sul monte di Galilea. La salita è ardua, si fa fatica… ma nel silenzio che ognuno crea per non sprecare fiato abbiamo il tempo di pensare, di riflettere! Io penso alla mia vita e mentre asciugo la fronte sento ancora il profumo del Crisma sul palmo della mia mano; quel Olio santo che mi ha consacrato sacerdote per sempre. Ma cosa ho fatto per meritare questo? “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” sento risuonare dentro me. Non io ho scelto Dio, ma lui ha avuto il coraggio di andare controcorrente e di scegliere me per annunciare a tutti il suo amore per l’umanità! Non ha guardato alle mie fragilità, debolezze, mancanze… non ha guardato a quel nulla che sono come rischiamo avvolte di guardare noi nelle persone che incontriamo o ci stanno accanto. Accanto allo “O” che sono, si è messo Lui, l’”1”, il primo e insieme facciamo “10”. Solo insieme a Lui possiamo trovare il gusto della nostra vita; solo se stringiamo forte la sua mano possiamo salire questa montagna, oltrepassare gli ostacoli, risanare le ferite delle nostre cadute, respirare un’aria non inquinata ma pura e carica del suo Spirito. Cristo è la nostra vita! Eccolo, lo vediamo in lontananza, è là che ci aspetta. Come al solito ci ha già fatto trovare il fuoco acceso ma ora lo so, vuole che il cibo lo tiriamo fuori noi. Ma questa volta non ci frega, sappiamo cosa vuole farci capire… e allora eccoti Gesù, i soliti 5 pani e 2 pesci: poca cosa! Ma questo vuoi da noi, che questa poca cosa venga condivisa, messa nelle tue mani perché diventi un’esagerazione d’amore per l’umanità intera. Non vuoi che questi pani e pesci bastino solo per noi, ma vuoi che la nostra vita sia un dono totale, per tutti. “Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Le tue parole ci spiazzano. Ci fanno paura. Hanno il gusto dell’impossibile. Ma la certezza di averti con noi sempre ci da la carica di gridare al mondo quanto è bello essere tuoi discepoli. Incontreremo muri, ostacoli, derisioni, incomprensioni… ma tu sarai con noi! Vale davvero la pena seguire questo Dio! Vale la pena aprire il cuore al Re dei Re che si fa mendicante dinnanzi a noi. Che si rivela negli occhi, nei sorrisi, nelle lacrime delle persone che ci stanno accanto… lì si rivela Cristo! Lasciamolo sedere sul trono del nostro cuore e togliamo da lì quei falsi re che molte volte ci governano portandoci alla tristezza. Vale la pena seguire Cristo, donare quel poco che siamo, lasciarci amare così come siamo. Vale la pena seguirlo, anche nella vita religiosa, da consacrati a Lui perché Cristo nulla toglie di ciò che abbiamo, ma dona tutto. Non possiamo tacere questo amore, non possiamo nasconderlo… dobbiamo testimoniarlo e gridarlo al mondo che Gesù Cristo ci ama e dona senso alla nostra vita. E allora amiamoci tra di noi, aiutiamoci, serviamoci… guardiamoci non con occhi umani ma con lo sguardo divino riconoscendo in ognuno di noi non un nemico ma un alleato nella vita. Lasciamo da parte i nostri interessi, le nostre glorie, i nostri successi perché l’unica nostra gloria è la croce di Cristo, morto per amore per noi, ma ora Risorto e vivo in mezzo a noi! Con coraggio e trepidazione scendo da quel monte per tornare alla pianura della bassa veronese che ho imparato ad amare e servire mettendola al primo posto. Dinnanzi a questa gente cingo i miei fianchi con l’asciugatoio, prendo il catino e la brocca per lavare i piedi trovando lì il senso della mia vita. Quando il mio vivere, la mia testimonianza, le mie parole e gesti non parleranno più di Cristo… sentitevi in dovere di chiedere il mio trasferimento; perché ciò che conta è Lui, Gesù. Stanco di camminare inizio a correre e mentre scendo incontro per un attimo Maria, la gioiosa madre di Dio e madre nostra. Con lo sguardo incrocio i suoi occhi e sotto il suo manto d’amore trovo riparo e sollievo. Grazie Gesù perché ci hai donato Maria, grazie perché anche attraverso di Lei tu sarai con noi… sempre!May 25 24 maggio 2009 - prima S. Messa a Cadidavid"Non sono fuori luogo se anch'io sto qui" prima omelia da prete - Cadidavid 24 maggio 2009 Mi trovo immerso da molta gente e anch’io curioso seguo la folla che ad un certo punto si ferma dinnanzi ad un uomo. Ecco, ora lo riconosco: è il Signore Risorto! Parla, insegna, si fa toccare e poi una nube lo avvolge, e lo sottrae ai nostri occhi! La luce è fortissima: per un attimo porto la mano sulla fronte per fare ombra ai miei occhi, e mentre guardo accecato sento ancora sul palmo il profumo del Crisma con il quale sono stato consacrato in nome di Gesù per essere suo discepolo per sempre. Mi guardo attorno, cerco qualche volto conosciuto. Vedo sorrisi e volti tristi; famiglie con bambini, giovani, anziani, ammalati. Ma alcuni volti sembrano parlare di un tempo lontano, mi avvicino a loro per non sbagliarmi. Cosa ci fai qui Pietro; tu che hai promesso fedeltà a Cristo, hai promesso di non abbandonarlo mai e poi… e poi per tre volte lo hai rinnegato e con lacrime amare te ne sei allontanato. Beh, allora posso stare benissimo anch’io qui: quante volte ho promesso a Dio fedeltà, gesti eroici, e poi… e poi ho udito quel gallo cantare sopra le mie debolezze, fragilità! E tu, Tommaso: cosa ci fai qui!? Tu che non hai creduto alla testimonianza dei tuoi fratelli e hai atteso di vedere e toccare, prima di esclamare: “Mio Signore e mio Dio!”. Allora non sono fuori luogo se anch’io oggi sono qui, con le miei insicurezze, con la mia povera fede mendicante di certezze e cieca dinnanzi alle grandi opere che il Signore compie attorno a me. Sono qui con queste mani che molte volte hanno accarezzato, offeso, asciugato lacrime… e che ora consacrano del pane e del vino in Corpo e Sangue del nostro Salvatore. Com’è possibile!? Un dono divino talmente grande in queste mani così piccole e semplicemente umane. Ma ci sei anche tu Matteo, pubblicano ed esattore delle tasse; chissà quante parole hai preso per esserti alzato dal tuo banco di lavoro per seguire Gesù. Ti capisco; non è semplice andare controcorrente, lasciare l’uomo vecchio per incamminarsi in una strada nuova. Per alcuni una persona non può cambiare, non può rivedersi e seguire finalmente la luce anziché le tenebre. Come vorrei anch’io come te poter testimoniare che con Cristo si rinasce a vita nuova. L’uomo che un tempo ero, ora in Cristo si è rinnovato. E guardo anche a te, dolce donna delle lacrime, con le quali bagnasti i piedi di Gesù per poi asciugarli con i tuoi capelli. Come vorrei poter rincontrare quelle persone con le quali ho sbagliato nel passato, ho ferito con i miei comportamenti, atteggiamenti e poter chinarmi per bagnare con le lacrime i piedi ed asciugarli con la mia nuova umanità. Oggi chiedo a loro perdono nella speranza che l’amore possa ricucire, che l’amore possa risanare, cha l’amore possa portarci a guardare l’orizzonte dove Cristo ci attende riconciliati. Che ci fate voi qui, Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo!? Chissà quale vergogna avrete provato quando avete espresso a Gesù la vostra ambizione di sedersi uno alla destra e uno alla sua sinistra. Allora posso stare qui anch’io, possiamo starci tutti, quando puntiamo ai posti migliori, privilegiati, gli applausi nelle piazze, i complimenti che ci gratificano. Quante volte ci dimentichiamo il nostro vero successo, ossia il cingersi i fianchi e con la brocca e il catino in mano ci chiniamo a lavare i piedi di chi ci sta accanto. Eccolo il nostro trono: perché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”! Anche il mio diventare prete non è un successo, ma diventare prete significa scendere di un gradino perché l’amore guarda sempre dal basso verso l’alto. Se prima avevo un po’ di timore e vergogna… ora mi sento sollevato e a mio agio qui in mezzo a voi… qui posso starci anch’io. Sono qui con la mia storia, con la mia vita, con le mie fragilità, mancanze… È un Cristo che parla alla folla, ma sembra fissare me, parla al mio cuore, al cuore di ciascuno di noi. Ci invia per il mondo ad annunciare a tutti che Lui è il Signore della vita! Vale la pena seguirlo, mettere nelle sue mani quello che siamo e fidarci ciecamente di Lui. È il Dio dell’amore che con follia si fida di noi e scommette tutto. Oggi non possiamo più tacere, non possiamo lasciare che altri vendano a caro prezzo la falsa felicità: dobbiamo gridare al mondo che Cristo è la gioia, la via, la verità, la vita. Quante volte non abbiamo vergogna di dire scemenze o di comportarci in maniera superficiale: oggi il Signore ci chiede di non vergognarci di Lui e senza timore annunciarlo a chi ci sta accanto! Lasciamolo dimorare nel nostro cuore, facciamo in modo che le nostre parole e opere profumino di Lui. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” questo ci consola. Non io ho voluto diventare prete e voi quello che siete, ma il suo sogno è stato questo e per ciascuno di noi è un sogno d’amore. Amiamoci tra di noi, serviamoci, doniamoci… lasciamoci penetrare dalla sua luce: non una luce che acceca e abbaglia, ma un fuoco che illumina e riscalda i nostri cuori! Lasciamo che possa mettere il suo cuore accanto al nostro perché dei due battiti se ne senta uno solo: il ritmo del battito dell’amore, il ritmo del battito del cuore di Dio. Con più coraggio prendo su le mie cose e torno a casa mentre anche la folla se ne va! Ma stanco di camminare inizio a correre per testimoniare con gioia l’incontro che cambia la vita. Per un attimo incrocio lo sguardo di Maria che mi sorride con dolcezza: sotto la sua protezione continuo il cammino, tenendola per mano continuo il sentiero della vita che Dio ha sognato e sogna per me! Oggi ho scoperto e adempiuto la mia vocazione: io sarò l’amore. Nel cuore della chiesa, io sarò l’amore.May 23 articolo su VeronaFedele da parte ci cari amiciLe sue passioni: l'Inter, i Nomadi e Dio! “Sai per Dio, io darei la vita, la mia vita” direbbe l’inno dell’Inter nella versione cattolica di don Matteo! Noi, del resto, l’abbiamo conosciuto così, come il catechista e l’amico che all’ombra del campanile si divertiva a fare l’animatore ai GREST e provava a trasmettere ai bambini le sue più grandi passioni: l’Inter, i Nomadi e Dio. Di fatto, potrebbe far sorridere questa strana triade ma delinea un po’ l’essenza di don Matto. L’Inter rappresenta la sua passione per lo sport che l’ha visto fin da piccolo calciatore in carriera ma sta a significare anche il suo continuo mettersi in gioco come giovane e come diacono. Per Cadidavid lo ha fatto da sempre, basti ricordare le serate da presentatore, le feste in maschera con vestiti sempre nuovi ma anche le veglie nei tempi forti in cui non si è mai sottratto dal testimoniare la sua relazione con Dio condividendo i vari passaggi del suo cammino personale. La passione per i Nomadi rappresenta il suo legame con la musica e il suo essere animatore. Come non ricordare le notti passate ai concerti, ad intervistare vip della musica e dello spettacolo e le giornate a preparare campi-scuola con il sottofondo musicale dei suoi numerosissimi mp3. Si può dire che da quando è in seminario anche lui è un po’ “nomade” per Dio: il contachilometri della sua auto è la prova tangibile del suo mettersi a servizio sempre e ovunque e delle relazioni che è in grado di mantenere vive nonostante le distanze. La sua passione per Dio, infine,ma non in ordine di importanza, è quella che negli ultimi anni, ha lasciato trasparire maggiormente. Già, perché se dapprima era famoso solo come il Teo dei chierichetti, della compagnia, dei campeggi super-organizzati, ora è don Matteo testimone della Verità e dell’Amore che rende liberi nella misura in cui lo si lascia agire nella propria vita. È un diacono sensibile che ama ascoltare e prendersi cura di chi gli è affidato, con il suo entusiasmo sa rendere speciale ogni cosa che fa e questo perchè investe nelle sue attività tutto se stesso senza mai risparmiarsi, certo le batoste e le delusioni non sono mancate ma lo hanno fatto crescere e diventare quello che è oggi. Il nostro augurio è che il suo ministero sia vissuto come la risposta gioiosa e appassionata all’amore di Dio che lo chiama al servizio nella Chiesa. “LA VIA dell’ AMORE non è una via facile, spesso è in salita, è scoscesa, confusa e piena di bivi. Ma cosa sarebbe la vita senza Amore, o meglio senza l’Amore di Cristo?” Come dice S.Giovanni “nell’amore non c’è timore”, questa sia la certezza che accompagna la sua vita perché le paure, i limiti, le fatiche, le ferite e le povertà di ciascuno sono le brecce privilegiate attraverso le quali Dio passa e rende capaci di servirLo nella fedeltà, per sempre.
intervista per VeronaFedele"...grazie alle emozioni, a tutte le emozioni..." “Grazie a mia madre per avermi messo al mondo/ a mio padre semplice e profondo/ grazie agli amici per la loro comprensione/ ai giorni felici della mia generazione…” (Ma che film la vita – Nomadi). Molte volte, in questi giorni, mi trovo a canticchiare questa canzone che ultimamente risuona in continuazione come quel sentimento di gratitudine che palpita dentro il mio cuore e che si fa sempre più ritmato mentre si avvicina la data dell’ ordinazione. Tanti sentimenti, tante emozioni avvolti dalla consapevolezza di non essermi meritato tutto questo, ma di aver ricevuto gratuitamente un grande dono. “Non io ho scelto Lui, ma Lui ha scelto me” (cfr. Gv 15,16) e con pazienza e amore mi ha cercato, ha bussato al mio cuore e ha voluto dimorare dentro me. L’Amore: è questo il segreto e il sentimento più vivo presente in questi anni! L’Amore ricevuto non può che divenire Amore donato, senza sconti, perché l’Amore vuole tutto e non si accontenta di mezze misure. Seguire Cristo non è semplice, sono il primo a testimoniarlo, ma quando con coraggio e un po’ di sana pazzia Lo si lascia entrare nella propria vita, fa cose davvero grandi rendendola piena e felice! Voglio raccontarvi una storia: conoscevo un ragazzo che all’età delle scuole elementari aveva conosciuto Gesù e sembrava volesse seguirlo molto da vicino, consacrandosi a Lui per sempre quando sarebbe stato grande. Quest’idea però passò in fretta, o meglio, si convinse da solo di non voler seguire quella strada, forse perché prematura, chissà. La sua vita trascorse normalmente, se così si può dire, tra i banchi di scuola e i campi di calcio, passione che sin dalle scuole elementari condivideva con i suoi coetanei. Frequentava spesso la parrocchia, come se fosse la sua seconda casa. Faceva il chierichetto assieme a tanti suoi amici e andava a catechismo volentieri, forse attirato da quel Gesù che pian piano gli si svelava davanti, grazie alle catechiste molto in gamba e a sacerdoti con la S maiuscola! Persone serene e semplici, non super eroi! Gli anni passarono, prima le medie e poi le scuole superiori, vissute
all’istituto per geometri “Cangrande”, lo avevano un po’ cambiato! Per la sua
testa non balenavano più certe idee che lo avevano accompagnato sino ad allora,
ma un'altra vita si prospettava per lui! Gli amici cambiarono e assieme a loro
anche i sogni e i progetti della vita! Alcune esperienze lo segnarono, lo
trasformarono proprio nell’anno della maturità scolastica! Un anno speciale per
molti aspetti. Il suo sogno di diventare geometra si era realizzato e il mese
dopo con entusiasmo subito a lavorare in uno studio! Accanto a questo era
cambiato completamente lo stile di vita grazie ad una persona speciale e alla sofferenza
per due suoi amici dopo pochi mesi partiti per il cielo: esperienze che lo aiutarono
a dare finalmente un senso alla sua vita e a chiedersi: come viverla in
pienezza? Cosa il Signore vuole da me? Si sa, il Signore non si da pace e
quella voce di un tempo si fece più vicina, più sua. Questa volta non poteva
fuggire: aprì la porta del cuore e fece entrare il Signore consegnando la sua
vita nelle sue mani. Consegnò tutto e il Tutto si consegnò a Lui! Questo
ragazzo fra qualche giorno sarà consacrato prete, fatalità si chiama come me,
don Matteo Selmo, e per puro caso il paese è lo stesso, Ca’di David. Che
casualità! ![]() May 22 23 maggio 2009Lettera del Rettore del Seminario agli ordinandi «Caro don, non avere paura» Cari don Emanuele, don Sebastiano, don Enrico, don Davide, don Matteo, don Cristiano, don Marco, voi state per dare una grande gioia e una grande speranza alla Chiesa di Verona con un "sì" cosciente e generoso al Signore che vi chiama a diventare preti, oggi, in questa cultura, in questa Chiesa, tra questa umanità del nuovo millennio. La gioia è dettata dallo sperimentare in diretta che Dio sa compiere miracoli anche oggi: riesce a far sentire la sua voce anche ai giovani del nostro tempo e li sa raggiungere dovunque si trovino e in qualunque ora della vita. La Sua voce è così chiara e suadente, così penetrante e forte, che supera tutti gli ammiccamenti degli onnipresenti mezzi di comunicazione. Voi questa voce di Dio l'avete sentita, l'avete ascoltata, vi ha preso il cuore con un amore così forte che non potete più vivere senza raccontare a tutti che Dio è Parola e Amore, che il Risorto è vivo e presente. Per questo siete disposti, come i primi discepoli, a dare la vita per continuare l'avventura millenaria dell'annuncio del Vangelo a tutta l'umanità. E la gente, e anche i giovani della vostra età, vi aspettano nei luoghi più disparati e nei tempi più impensati; infatti solo apparentemente sembrano disinteressati e agnostici, ma in realtà mai come in questo tempo, avaro di senso e di speranza, cercano e desiderano Dio. A ciascuno vorrei dire: non avere paura dell'inesperienza pastorale che caratterizzerà l'inizio del tuo ministero: se saprai agire con l'umiltà di chi ha tanto da imparare dai confratelli sacerdoti e dalla corresponsabilità dei laici, sei già sulla buona strada. Non preoccuparti di insegnare agli altri con dotte lezioni cattedratiche le ipotesi ermeneutiche dell'esegesi o il significato del pizzo liturgico: sii tu per primo a nutrirti giornalmente della Parola di Dio e a vivere i Sacramenti che celebri: sarai un libro che i giovani e tutta la comunità "leggeranno" con passione e simpatia. Non sentirti in colpa se non avrai la veemenza dei profeti nel lanciare accuse a chi sbaglia, ma conscio dei tuoi limiti, fa' sperimentare a chi ti incontra che Dio è "lento all'ira e grande nell'amore". Non aver paura dei giovani che sono al bar centrale con lo spritz in mano e non ti salutano: se ti fermerai qualche volta con loro, ti considereranno in fretta loro amico. Non pensare che il tuo carisma del celibato ti chiuda nella solitudine affettiva: le persone si aspettano di essere accolte e amate da te con delicatezza, ascolto, libertà, fedeltà e questo ti sarà possibile se in te abiterà la pienezza dell'amore di Cristo. Non temere di non essere all'altezza del curato che ti ha preceduto e soprattutto non pensare che per essere accettato dalla comunità devi inventarti iniziative pastorali sempre nuove e accattivanti: lo scopo per cui sei stato mandato come prete non è per misurare lo share della tua popolarità, ma perché la gente si innamori di Cristo. Soprattutto non pensare con ansia a come saranno la casa canonica, il parroco e gli altri preti con cui condividerai la preghiera, il tavolo di lavoro e la convivialità del pranzo: ti assicuro che ti stanno attendendo, perché tutti i preti di una certa età vedono con gratitudine, simpatia e speranza i giovani sacerdoti che vengono a dar loro una iniezione di giovinezza e di novità. I primi a cui sei mandato sono proprio loro: i preti della comunità con cui condividerai passioni e progettazioni, delusioni e riprese. Infine sappi che il tuo Vescovo, i sacerdoti e tutta la comunità del Seminario, insieme con i tuoi genitori e familiari, pregheranno sempre per te e faranno il tifo perché tu sia un giovane prete santo per il bene di tutta la Chiesa Veronese. May 16 ordinazione presbiteraleUn “Sì” per sempre! Sette anni di seminario son volati, ed ora mi trovo a vivere un sogno, lo stesso sogno che Dio aveva su di me: consacrarmi a Lui nel sacerdozio! Manca poco, molto poco, solo pochi giorni… poche ore! Ma a differenza dell’anno scorso alle soglie del diaconato, oggi mi trovo molto più sereno! Accolgo con gioia questo dono immeritato e desidero farne “pane spezzato” per tutti coloro che incontrerò! Partirò domani per una settimana di silenzio e preghiera in preparazione a sabato quando in Cattedrale riceverò il “sogno realizzato”! Vivrò nel silenzio, quel silenzio che mi aiuterà a staccare la spina dal tram tram quotidiano e ripensare ancora una volta a tutta la mia vita, alle persone incontrate, alle esperienza vissute.. e riconoscere sempre più dove Dio stava passeggiando affianco a me! Riconoscere di essere amato così come sono… è una cosa incredibile, folle! Un Dio che si fida di me, di quel poco che sono, che scommette tutto su di me! Ma sono sereno, tranquillo perché in questi anni ho camminato insieme a tante persone che mi hanno testimoniato molto! La famiglia, gli amici, i compagni di classe… alcune persone in particolare che porto nel cuore, le quali hanno inciso il loro nome nel mio cuore e da lì nessun vento o pioggia potranno mai cancellare! A tutte loro e a voi va il mio grazie e il ricordo nella preghiera! Con serenità preparo la valigia e con gioia mi incammino incontro a sabato, incontro ad un Dio che fa follie, follie d’amore! Assisi 2009Assisi… la pace e il bene dentro me! Non si poteva lasciar correre uno dei pochi ponti di quest’anno senza sfruttarlo appieno; così insieme ad un paese vicino (mitica Isola della Scala) abbiamo organizzato tre giorni per giovani ad Assisi: 1-2-3 maggio! È vero, Assisi è una delle cittadelle che rischi di visitarla parecchie volte nella vita, ma è sempre nuova, sempre emozionante, ogni volta ha sempre qualcosa di nuovo da raccontarti! Assisi è così, grazie a S. Francesco e S. Chiara… due innamorati di Dio! Beh, se poi l’esperienza la vivi insieme a dei giovani fantastici… Così è stato! Tre giorni da favola, perfino quando all’andata il pullman ha deciso di fermarsi e di non ripartire più, lasciandoci in autostrada per 5 ore ad attendere meccanici, elettromeccanici e infine il nuovo pullman! Ma anche quel tempo lunghissimo lì c’è stato d’aiuto, perché l’abbiamo sfruttato al massimo per conoscerci meglio tra di noi, per fare gruppo, per tirar fuori le chitarre e cantare, ridere e scherzare! Infondo non fa solo bello il posto le strutture, la natura o i monumenti, ma le persone che ci sono! Durante questi giorno abbiamo ricevuto parecchi doni e testimonianze, soprattutto di persone che stanno cercando di seguire Dio sui passi di S. Francesco! Di certo non è semplice, ma interroga il fatto di vedere tanti giovani che nel 2009 scelgono di vivere una vita povera per amore di Dio e del prossimo! Sono forse pazzi!? Sono scemi?? Mah, forse agli occhi del mondo sì; del mondo del consumismo, del relativismo, del tutto e subito… ma se questi ragazzi e giovani ci sono e sono felici… beh, questo ci deve far riflettere! Seguire Cristo non è una cosa per scemi! Ma per chi vuole essere veramente felice! Piano, non ho detto farsi prete, suora o frate… qualsiasi persona deve tendere alla felicità e cercare di seguire Cristo per rendere la propria vita una vita piena! Far entrare Cristo nella propria vita costa, perché ci interroga, ci fa riflettere e ci ama! Qualcuno potrebbe dire: ma ci pesa essere amati? Beh, proviamo pensarci bene: avvolte ci è difficile lasciarci amare, anche dalle persone che abbiamo attorno! O no? Forse perché conosciamo i nostri limiti, i nostri difetti… beh, Dio ci ama così come siamo! Come ha amato Francesco e Chiara… li ha amati così com’erano! Lasciamoci anche noi amare, non abbiamo paura di farlo! Beh, con grande sorpresa il 3 maggio, giorno del mio compleanno, ho ricevuto gli auguri e il regalone di tutto il gruppo… ho tentato in tutti i modi di tenere nascosto la cosa, ma qualcuno ha spifferato l’evento! Il regalo più bello è stato l’insieme di questi giorni, la loro amicizia e testimonianza… e di questi li ringrazio di cuore! Assisi… città della pace, quella pace che ognuno di noi cerca e avvolte pretende ma sembra non arrivare mai! Accogliamo Cristo, il principe della pace… apriamogli in nostro cuore e lasciamolo regnare! Lourdes 2009Il ritorno a Lourdes! Quest’anno non potevo mancare, dopo due anni non ce l’ho fatta a resistere e sono andato, spinto anche dal grande desiderio di tornare sotto una “veste” diversa: non più da seminarista ma da diacono! Forse perché volevo assaporare fino in fondo il mio essere diacono, e quindi “servo”! Ma servo di chi? Servo di quelle persone attraverso le quali la vita ci interroga… Dio stesso ci parla: gli ammalati, i sofferenti! Attraverso i loro occhi, i loro sguardi, le loro lacrime, sorrisi… Dio ci guarda e vede quanto gli vogliamo bene! È facile e gratificante uscire con gli amici al pub, ad una festa… cosa più fatica invece “perdere” del tempo con queste persone, spingere una carrozzina, imboccare il pranzo a chi non riesce a portarsi il cucchiaio alla bocca; in una sola parola: “AMARE!”. Eh sì, tutto si gioca lì, nell’amore! Che splendida testimonianza ho poi ricevuto dai tanti giovani presenti, dai loro gesti, dal servizio prestato con gioia… anche dalle loro lacrime sincere quando un’esperienza, una parola, una preghiera ha toccato loro il cuore! Lourdes mette in una sana crisi di fede e di vocazione: cha fare della propria vita? Dove sto sprecando questo dono prezioso, e come fare invece per viverlo a pieno donandolo in semplicità e felicità! Qual è il sogno che Dio ha su di me!? Eccolo il miracolo di Lourdes! A Lourdes non sono tanto i miracoli delle guarigioni fisiche che sorprendono, ma le guarigioni del cuore! Sono tornato carico, felice, sorpreso da un Dio che non ci abbandona mai e con i suoi tempi e le sue modalità ci parla, ci accompagna, ci interroga perché su di noi punta tutto, scommette tutto! Un Dio che non ha paura di avvicinare il suo cuore al nostro, di far palpitare il suo cuore al ritmo del palpito del nostro! Questo è il nostro Dio! È l’Amore! Grazie di cuore a tutti i giovani che ho conosciuto, agli ammalati che mi hanno testimoniato il loro affetto; grazie ai medici che ho avuto la fortuna di conoscere, grazie ai miei compagni di classe e seminaristi con i quali ho condiviso il servizio; grazie di cuore a tutti… grazie a Dio, perché è così semplicemente splendido! January 14 ...qualsiasi cosa farete ad uno di questi piccoli, avrete fatta a me...Una insolita merenda! Un’insolita merenda… ma perché? Beh, prima di tutto perché di solito non faccio mai merenda, non è mia abitudine farla; poi perché l’ho fatta con una persona un po’ speciale: un barbone! Sì, un barbone, di quelli che dormono dove capita, chi sulle panchine, chi in stazione, chi… non si sa! Alcune settimane fa, dopo tantissime persone, la maggior parte extracomunitari in cerca di aiuti economici, suona alla porta della canonica questo barbone di nome Alex: capelli lunghi e barba lunga… sul rossiccio, occhi azzurri… tremava! “Entiende spagnol?” (non so se si scrive così!) mi chiese! Ed io con il mio dialetto spagnoleggiante gli ho risposto : “Beh, un poketin!”. “Che scemo” avrà pensato! Beh, in qualche modo, senza tanta difficoltà l’ho ascoltato e… non voleva ne soldi ne altro, desiderava solo una giacca per coprirsi dal tremendo freddo che in questi giorni ha invaso le nostre terre! Senza pensarci due volte gli ho chiesto di attendere un attimo e di corsa sono andato in cerca nel deposito della caritas di qualche giaccone pesante! Trovato… emmm… da donna, rosso fuoco… però pesante! Mentre tornavo alla porta, dentro di me ho sentito come una stretta al cuore e mi son dato dello stupido per averlo fatto aspettare fuori! Quanto sono stato scemo, non lo avrei fatto con una persona “normale”! Quando poi gli ho riaperto… l’ho guardato bene negli occhi e… il mio sguardo è subito sceso sulla sua barba ghiacciata: sì, era ghiacciata! Senza pensarci due volte l’ho invitato ad entrare ed anche se dovevo andare ad un incontro, non ho voluto perdere l’occasione di amare! L’ho fatto accomodare in cucina e senza chiedere ho scaldato subito due tazze di the e preparato dei biscotti! Certo… inevitabilmente l’aria si era fatta pesante e dentro di me balenavano miriadi di pensieri, dubbi, sentimenti! Con curiosità mi sono seduto di fronte a lui e gli ho chiesto di raccontarmi la sua vita! Beh, è stata un’ora splendida e nei suoi occhi ho visto una persona rinascere… mentre parlava, ogni tanto si fermava e mi chiedeva: “ma davvero vuoi ascoltarmi!?”. Non spiaccicavo parola, lo stavo ascoltando con interesse e più parlava e più mi rendevo conto di quanto desiderio aveva di comunicare! Dopo un po’ gli ho chiesto se voleva portarsi via un po’ di mele per mangiare assieme a qualcos’altro! Quando sono tornato mi ha guardato e mi ha detto:” Non tutte quelle lì, dammene solo 2 o 3, le altre tienile per chi ne ha più bisogno!”. In quel momento, tutta la fatica che ho fatto per non far scendere una lacrima… non la sa nemmeno il Signore! Ma pensa un po’… un povero che pensa ad un povero che potrà essere più povero di lui! Dopo un po’ si è alzato e mi ha detto: “Sicuramente avrai qualcosa di più importante da fare!”. E con calma l’ho accompagnato alla porta! Volevo chiedergli se voleva una doccia, un bagno, dei vestiti… ma mi ha sorpreso girandosi ed abbracciandomi! Subito son rimasto fermo perché… beh, lo ammetto, l’odore era forte… ma poi l’ho stretto forte forte a me! Ho atteso tanto nel scrivere queste righe di memoria e magari pubblicarle in questo blog, perché non vuole essere una “pubblicità” di don Matteo, o per sentirsi “Ma che bravo che sei stato!”. No, non voglio questo… Ho solo scritto un incontro per me speciale che mi ha fatto riflettere molto! Sarebbe facile ora scrivere pensieri, meditazioni, domande o quant’altro… voglio solo terminare così, in semplicità perché ognuno, come ho fatto io, si possa interrogare e possa riflettere anche sulla realtà della povertà, di queste persone, di quello che potremmo fare… Per me è stato un dono speciale… e ringrazio Dio perché mi ha dato l’opportunità di riflettere sulla vita! La vita vera! ...bla bla bla!DIO ESISTE... MA NON SEI TU! Pensavo in questi giorni mentre leggevo gli articoli riguardanti il bus... ma i mussulmani che diranno? Visto che si parla di Dio, non è specificato cattolico, ebreo, mussulmano etc. Qundi, che diranno? Eh... sono proprio curioso a vedere! Perchè è così, quando si vuole "uccidere" Dio, in realtà si uccide l'uomo! Boh, non voglio far ltri commenti perchè penso che avvolte non si debba più di tanto sprecar fiato... dico solo che il 98% di chi sarà d'accordo a questa pubblicità, come minino non sa chi è Bagnasco e men che meno quello che ha detto inerente ai vari dibattiti! Perciò... riporto solo un articoletto, senza far altri commenti perdi-fiato! Atei di tutto il mondo, unitevi. Nell'era della velocità, del just in time, anche l'ateismo sente il fiato della modernità. Dopo la Spagna, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l'Australia sbarcano a Genova i "bus atei". L'affondo sembra indirizzato proprio al cardinale Bagnasco, capo dei vescovi italiani, la cui sede è, guarda caso, proprio Genova. «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno» è la scritta che si potrà leggere sulla parte posteriore di due bus che dal 4 febbraio gireranno nel capoluogo ligure. L'insolita iniziativa è firmata Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaas). Ora l'ateismo si "diffonde" come un qualsiasi messaggio pubblicitario. «La campagna è una specie di sfida atea in casa di Bagnasco - ha dichiarato Raffaele Carcano, segretario generale Uaar -. Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l`Uaar ha deciso di riprendersi un po` di par condicio. E di fare pubblicità all`incredulità». Intervistato sull'iniziativa il sacerdote don Andrea Gallo ha commentato che "è interessante, stimola altri a meditare, a riflettere e a rispondere senza offese o insulti. A chi la propone risponderei così: Dio esiste, ma non sei tu. Rilassati, cerchiamolo insieme tra gli ultimi, lo dico anche a me stesso". Proprio ieri è partita a Barcellona la campagna del "bus ateo", che dopo la Gran Bretagna arriva anche in Spagna. I bus delle due linee metropolitane della capitale catalana, 14 e 41 recheranno cartelloni con la scritta: "Probabilmente Dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita". L'iniziativa, già annunciata la scorsa settimana, dovrebbe giungere presto anche a Madrid ed è finanziata dall'Unione degli atei e liberi pensatori della Catalogna, che ha già raccolto 15.550 euro per questa campagna. La curiosa iniziativa non mancherà di accendere discussioni e dibattiti. (da un articolo su Libero) January 01 Combattere la povertà, costruire la pace!1 Gennaio 2009 Giornata Mondiale per la Pace! ...anche a Nogara! Beh! Un successone! Per la prima volta è stata proposta la marcia della pace in occasione del primo giorno dell'anno, giorno dedicato a Maria Madre di Dio e, appunto, alla Pace! A Nogara c'è un bellissimo sentiero che attraversa i campi e che si intitola "strada della Pace"; parte dal nuovissimo capitello dedicato a Maria, Regina Pacis e arriva sino in piazza! Eravamo titubanti su quanta gente avrebbe partecipato visto la sorpresa della neve che in una notte ha dipinto tutto di bianco... ed invece molta gente ha voluto esserci a questo nuovo e primo appuntamento! Attraverso la preghiera e le riflessioni tratte dal messaggio che il Papa ha scritto nell'occasione della Giornata Mondiale per la Pace (tema: combattere la povertà, costruire la pace), abbiamo marciato gustando un paesaggio incantevole... con calma siamo arrivati in chiesa dove abbiamo celebrato la Messa e ci siamo scambiati gli auguri per un nuovo splendido anno! Direi che è stata davvero una bella idea e anche se il freddo e il gelo ha intimorito molte persone, altrettante non son volute mancare... infondo, la guerra si fa in qualsiasi condizione climatica, quindi... perchè anche la pace non la si può implorare sotto la neve??? Grazie a tutti per la splendida testimonianza e l'appuntamento è già fissato per il prossimo anno... con la neve inclusa!!!! Nuova felpa del SeminarioSono arrivate le NEWfelpeSEMINARIO2009! Dopo il successo degli scorsi anni, vogliamo riproporre una nuova felpa del Seminario di Verona che può essere indossata da chiunque... Si può acquistare in Seminario oppure chiedendo ad un seminarista qualunque (o diaconi... tipo io) che conoscete, al costo di 20€! E' una felpa con cappuccio di alta qualità, due colori blu/azzurro con stemma ricamato argento sul petto e scritta stampata blu "Life is wow! Tutto intoro a Lui" sul retro! Ci son anche felpe con zip, un colore, grigia e blu, con ricamo e scritta! Per info: teo.teo83@libero.it SEMINARIO VESCOVILE VERONA, via Bacilieri 1, 37139, San Massimo, Vr. December 27 ...21sett 21dic......3 mesi dopo...
Finalmente mi è arrivata questa foto e con gioia la pubblico vista l'occasione del Natale e dei primi tre mesi da quando io e don Giovanni siamo arrivati qui a Nogara! I giorni scorrono veloci e pian piano ci siamo inseriti... mi stanno sopportando parecchio direi, ma chissà... Buon Natale a tutti da questa ridente cittadina che appare e scompare a seconda delle fitte nebbie, ma calorosa e accogliente! Un saluto speciale invece agli ado,17-18enni giovani di Cadidavid che con affetto porto nel cuore!
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